Operamolla


 PRESENTAZIONE

Operamolla è uno spettacolo sul tema della malattia, terzo capitolo di una Trilogia, di cui fanno parte anche “La variante E.K.” (sul suicidio) e “gU.F.O.” (sull’alienazione).

L’idea prende spunto dalla vicenda delle sorelle Tupputi, tre sorelle che appartenevano a un gruppo religioso integralista che professava la resurrezione immediata dei corpi. Autoreclusesi in una villa presso Barletta, hanno vissuto anni di delirio e malattia, trascritti dall’unica sorella rimasta in vita nei suoi diari. Nelle pagine si trovano apparizioni di santi legate a oggetti quotidiani (sveglia, lampadina), descrizione di malattie e scene surreali. Da qui è stata presa la struttura, quindi la situazione in cui due fratelli vegliano il terzo (morto? malato?) e chiedono aiuto a dei Santi incarnati in oggetti d’uso quotidiano.

Lo spettacolo è diviso in 4 momenti: il primo ha una struttura teatrale, che viene interrotta dalla morte di uno dei due fratelli “veglianti”. Il secondo momento è rituale, il pubblico si ritrova a prender parte ad una processione funebre che finisce al di fuori dello spazio teatrale. Nella terza parte tutto è meta-teatrale, il vegliante morto è diventato un guaritore e chiama a turno le persone del pubblico per ammalarle e guarirle, dimenticando di sé, fino a morire di nuovo. La quarta, breve, parte è quella in cui si concentra l’unica emozione dello spettacolo: il sottile collegamento con la realtà, nel racconto della vita di Felice Operamolla, amico degli autori, che prese parte ad un primo studio di “Operamolla”, appunto, e che poco dopo morì realmente di uno dei mali inscenati.

L’impianto è comico e sospeso, si ride senza sapere cosa succederà subito dopo. E si toccano anche argomenti difficili, radicati come tabù (questo è un po’ il filo di tutta la trilogia), giocandoli con leggerezza, ma non superficialità.

Ridere, ma non deridere, proprio perché tutti – gli autori per primi – profondamente coinvolti nelle situazioni proposte.

Operamolla è lo spettacolo della malattia e della guarigione, della speranza nella resurrezione e dell’inevitabile fine, che può esser felice.

SINOSSI

Tre fratelli chiusi in casa. Due vivi, uno vegeto. Il divertimento non è molto, l’unico svago sono le malattie. La speranza è quella di morire, perché la certezza è che la carne risorgerà subito.

Ma il fratello che vegeta, sarà morto? Sarà risorto senza dir niente agli altri due?

Il Guaritore, mistico figuro che manda all’aria ogni malanno, ha le risposte.

Ma dimentica le domande.

CREDITI

di e con Luca Ruocco e Ivan Talarico
maschere e oggetti Stefania Onofrio
disegno luci Martin Emanuel Palma
oggetti elettrificati Antonio Guarino
tecnico di scena Francesco Rita
una produzione DoppioSenso Unico, Teatro dell’Orologio, Progetto Goldstein
durat
a 1h 10m
debutto Teatro dell’Orologio, Roma, 3 febbraio 2015
© DoppioSenso Unico 2015

RASSEGNA STAMPA

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